Preoccupati per me quando rido tanto, non quando piango. Quando piango mi sto ascoltando, mi sto consolando,mi sto abbracciando, anche se abbracciarsi da soli forse non si può. Preoccupati per me quando non scrivo più, non quando scrivo troppo, ché forse ci sarà davvero chi scrive quando è triste, ma io quando sono triste perdo le parole e ogni pensiero mi sembra irrilevante, inutile, di troppo, così va a finire che lo tengo per me e lo lascio morire. Preoccupati per me quando pulisco, metto in ordine, sistemo ogni angolo della casa in maniera compulsiva, apro i cassetti e dico “qui c’è da buttare via un po’ di roba”: lo faccio quando non ho voglia di occuparmi del mio cuore e posticipo tutto quello che richiederebbe un po’ d’amore. Prima ero il contrario di adesso, prima quando c’era da metterci il cuore ero la prima della fila, imbellettata e profumata, senza pensieri. Adesso mi capita per caso, di metterci il cuore, per sbaglio, a tradimento quasi, e quando me ne rendo conto mi stupisco, mi ricordo com’ero e mi rammarico, mi s’insinua dentro la nostalgia e allora ritorno, mi ritornano gli occhi belli, ma dura sempre troppo poco. Dura sempre meno.
Preoccupati per me quando ti dico che non mi manca niente, che ho tutto quello che mi serve, perché di sicuro sto mentendo. Non biasimarmi, lo faccio per sopravvivere. Lo faccio perché ammettere che mi manca qualcosa, o più probabilmente qualcuno, mi metterebbe di fronte ai miei vuoti e io i vuoti non li so affrontare. Li coloro, li arredo, li addobbo, ma non li affronto. Ma i vuoti sono come le carie ai denti, all’inizio non si fanno nemmeno sentire, poi arrivano i primi dolorini e in men che non si dica ti ritrovi a maledirti in tutte le lingue del mondo per non aver chiamato prima il dentista. Io con i denti ho imparato, con i sentimenti ho ancora qualche problema. Rimando.
Sono la procastrinatrice per eccellenza, se c’è una cosa che potrei fare oggi va sempre a finire che la faccio tra tre mesi.
Preoccupati per me quando c’è il sole, perché il sole mi fa sentire nuda; preoccupati per me quando c’è una festa, quando sono in mezzo alla gente, quando sto parlando con qualcuno, perché di sicuro avrò la tachicardia.
Preoccupati per me a prescindere, se puoi, perché non mi commuovo più da tempo e vorrei ricominciare a farlo, ma non so come si fa.
Susanna Casciani
